Tanto pe’ cantà…

La chiamata alle armi di Verdini nei confronti dei pidiellini abruzzesi (affinchè portassero in piazza a Roma i terremotati che dovrebbero baciare la terra dove passa chi gli ha ricostruito le case) aveva davvero un senso. Chi, delle molte persone che da mesi e mesi vivono nell’indigenza, nella frustrazione, nel dolore, avrebbe voluto perdersi la manifestazione:

chi avrebbe voluto perdersi la possibilità di cantare “Un’avventura” in coro con la Polverini, chi avrebbe voluto perdersi una sequela, ritmata dagli osanna, delle accuse violente contro tutto e tutti (magistrati, politici avversi e non, giornalisti, cittadini…), chi avrebbe voluto perdersi la preghiera dei cortigiani intorno al monarca, chi avrebbe voluto perdersi la possibilità di dire un giorno ai suoi figli: “eravamo in piazza ed eravamo un milione, anzi un miliardo!”

Chi, insomma, avrebbe voluto perdersi l’occasione di dire a se stesso, quando è più forte e dolorosa la consapevolezza della propria situazione disgraziata, che in fondo in fondo, tra una prece, una canzone di Battisti e una coda alla vaccinara, in Italia le cose vanno davvero bene…

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