L’Aquila, le lacrime dei vecchi e i calcinacci…

La cosa che dà più pena e dolore è l’immagine di quelle persone, soprattutto anziane, che venivano umiliate da questi sciacalli, che, passando tra la folla, davano pacche sulle spalle come fossero dei signorotti medievali e raccoglievano a piene mani i “grazie” a volte detti tra le lacrime. Non c’era pietà negli occhi di questi feudatari fuoritempo, ma soddisfazione di ricevere un consenso da rivendersi poi in campagne elettorali o trasmissioni televisive… Non c’era pietà, vergogna o imbarazzo nel vedere un vecchio che si umiliava di fronte a loro, un vecchio che in 30 secondi aveva perso tutto quello che aveva messo da parte in 90 anni di vita… Quando crollano costruzioni fatte 5 o 6 anni prima i signorotti bisogna aspettarli coi calcinacci in mano e pretendere risposte, immediate. E i signorotti devono stare zitti e lavorare, cercando di apparire meno possibile, di non disturbare, dicendo “scusateci…” in faccia ad ogni singola persona. Questa è la responsabilità di chi governa un paese, questo il peso e l’onere che accetta quando viene eletto.

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